L’opera si configura come arte polimaterica. La sezione inferiore, che rappresenta il mare mosso, è stata creata modellando fisicamente carta, gesso e colla direttamente sulla superficie per ottenere un bassorilievo tattile e irregolare, accentuato da stratificazioni di colori acrilici. Sopra questa base scultorea, emerge la figura stilizzata della divinità, i cui tatuaggi simbolici e l’acconciatura sono definiti con precisione a contrasto con lo sfondo pastello spatolato. La figura stessa sembra essere quasi una scultura di un turchese grezzo che emerge dalla materia sottostante.
“Dea del mare” è un’ode potente alla divinità immanente della natura. La figura non si limita a osservare il mare, ma ne è l’incarnazione: emerge dalle onde materiche come se fosse nata dalla spuma stessa, fondendo il proprio corpo sculturale con l’elemento liquido. I simboli dorati e i tatuaggi di sapore arcaico sul suo dorso suggeriscono una storia ancestrale e sacra, una conoscenza misteriosa del profondo. La composizione trasmette un senso di pace maestosa e di potere indomito; la dea si staglia calma e contemplativa contro un orizzonte di pastelli sereni, controllando e al tempo stesso appartenendo al chaos delle onde sottostanti. È un’opera che invita alla riconnessione primordiale con gli elementi e a riconoscere la bellezza sacra di un mondo dove l’essere umano e la natura sono indissolubilmente uniti.
Opera con documentazione certificata




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